06,Mar

Pianificazione a costo contatto certo. Bufala o reale opportunità?

 

Chi investe in campagne di marketing ha sempre l’annoso “cruccio” della redemption in quanto tutti i calcoli si basano su dati stimati e non sul “costo contatto certo”.

In ogni caso questi calcoli servono a validare il piano di marketing facendolo poi approvare internamente così da sbloccare gli investimenti previsti e dare seguito a quanto duramente studiato ed elaborato.

Tutto il piano si basa su stime, cioè su dati NON certi. E’ un “dato” di fatto.

Nel tempo, gli addetti ai lavori, hanno sviluppato dei sistemi di monitoraggio sempre più sofisticati e performanti” ma la base rimane sempre una stima, statisticamente rilevante e significativa, ma pur sempre una stima (fornita da terze parti).

E se la base è una stima qualsiasi tipo di risultato possa dare una simulazione di redemption sarà sempre un risultato stimato proprio perché frutto di un calcolo alla cui base c’è una stima.

Questo non toglie nulla alla validità dei modelli ad oggi in uso, anzi, con la crescita degli investi in digitale, vengono rafforzati.

Se però ci fosse, per alcune attività tattiche, la reale possibilità di partire da una base numerica certa questo sarebbe di fatto una piccola rivoluzione per chi ha il compito di redigere piani di marketing.

Spiego meglio.

Desidero inserire nel mio piano di mktg un’attività di marketing diretto, ovvero un’attività tattica, per colpire con esattezza il mio target e veicolare il mio messaggio in modo efficace, efficiente e con un ROI misurabile.

Con le metodologie tradizionali, fino ad oggi in uso, si riesce a fare ma in modo sommario perché contengono, per loro natura (se pur fatte bene e in modo estremamente professionale e ingaggiante) dei limiti.

Limiti che rendono ancora una volta la base dati una stima e di conseguenza anche i risultati (ribadisco anche se già riportato sopra).

Questo, fortunatamente, non ha mai ostacolato nessun piano di marketing, ma gli investimenti, per forza di cose, comprendono una quota intrinseca di dispersione o distorsione.

Ovvero quella percentuale (anch’essa stimata) in cui il messaggio veicolato non va a buon fine ovvero “non” si ha la certezza che arrivi a carpire l’attenzione del target desiderato.

Gli esempi possono spaziare dal digitale puro fino al tradizionale analogico.

Eppur qualcosa di nuovo c’è.

Ed è, ad oggi, carpito, capito ed utilizzato (fortunatamente) solo dai professionisti più validi, capaci e arditi (nel senso di coraggiosi).

Per intenderci i nativi digitali, coloro che non hanno paura di rischiare.

Certo contiene una buona dose di regole nuove che stravolgono dei paradigmi e delle certezze formali ormai consolidate.

Ma c’è e non può “non essere” considerato. E’ un trend inarrestabile ben visibile oltreoceano e con un potenziale ancora inespresso qui in Europa.

Si tratta di una piccola rivoluzione “disruptive”, in un settore, quello del Direct Marketing, statico da troppi decenni e in cui i direttori marketing e il loro team credono (e usano) sempre meno.

Il Direct Marketing, sotto la cui egida potrebbero rientrare moltissime delle discipline nate nell’ultimo decennio, sa di vecchio.

DM è un termine “old”, tristemente “old”, per i nativi analogici trasformati digitali fa ricordare campagne dispendiosissime, con data base da gestire e la posta come vincolo ultimo.

Oggi ì in auge digital marketing, influencer mktg, email marketing e così via, ma il senso non cambia.

L’obiettivo è sempre il medesimo: ottenere l’attenzione del nostro “qualified lealds” con un’azione tattica finalizzata a portare risultati nel breve periodo.

In ogni caso questo nuovo processo è inarrestabile e sta continuando a crescere, per ora con spunti creativi ancora di poco valore, ma funziona anche così e le aziende, soprattutto le grandi multinazionali, lo stanno pianificando.

Si perché una delle caratteristiche distintive è proprio il contatto certo… ma non solo.

Nessuna dispersione, nessuna necessità di sprecare risorse nella speranza di riuscire ad ottenere il risultato sperato.

Solo la piena certezza di entrare in relazione, solo ed esclusivamente, con il target desiderato.

Questo vuol dire fare saving, a cui pochi sono realmente avvezzi.

Veicolarne meno, per veicolarli meglio.

Altra caratteristica distintiva è che è PULL.

Esattamente il contrario di tutti i media ad oggi disponibili che sono predisposti a pianificazioni pubblicitarie PUSH.

Dallo spot tv a quello su youtube, dall’email alla telefonata, dall’affissione fino al sample nella GDO. Sono tutte azioni PUSH ovvero non richieste, non volute, che interrompono qualcosa per tentare di insediarsi nella mente.

 

 

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