Panoramica sulle attività di sampling in Italia
I benefici delle attività di sampling sono indubbi. A questa attività si affida una buona parte delle aziende italiane, a partire dal settore alimentare (19,41%), cura della persona (16,85%) e farmaceutico, (10,62%).
Ciononostante, le modalità con cui questa viene svolta e l’attività di monitoraggio successiva alla stessa sono elementi fondamentali per determinare la sua efficacia o meno.
Secondo la Ricerca AudiSample 2018 sono stati distribuiti in un anno più di 350 milioni di sample, con un range di investimento tra i 20 e i 50 milioni di €. L’attività di sampling può essere estremamente efficace in termini di conversione all’acquisto, rafforzamento dell’immagine del brand e allargamento della customer base. Tuttavia, il budget allocato a questa attività è molto inferiore rispetto ai canali tradizionali.
Ad oggi sono diverse le metodologie utilizzate per distribuire sample, caratterizzate da diversi canali, livelli di costo e dispersione.

Distribuzione manuale
La più classica. Normalmente viene pianificata negli snodi centrali di afflusso di persone: centri commerciali, piazze, stazioni. Le persone vengono fermate o i sample vengono consegnati a mano nella fretta del passaggio. Generalmente quello che avviene è che il sample non viene osservato ne provato subito, ma, a volte tenuto per un momento più consono mentre a volte abbandonato. Inoltre, spesso le persone rifiutano gli omaggi se vengono percepiti come pubblicità.
Punti forti: possibilità di raggiungere molte persone, alta visibilità per il brand, nuovi potenziali clienti raggiunti
Punti deboli: impossibile o molto difficile segmentare il target, alta dispersione, costo contatto stimato
Distribuzione nei punti vendita, in stand o in cassa
Alcune aziende inseriscono stand all’interno di punti vendita, per far provare o distribuire campioncini, tramite promoter, alle persone all’interno del negozio.
Altri negozi distribuiscono sample alla cassa, in fase di consegna della ricevuta di acquisto. Questo può avvenire sia in negozi mono-marca, sia in negozi che gestiscono più brand. I criteri di consegna al cliente possono variare in base al tipo di acquisto, al prezzo del carrello o a discrezione del venditore. Tuttavia, talvolta questo tipo di distribuzione dipende da variabili più aleatorie.
Punti forti: possibilità di segmentare
Punti deboli: quantità ridotte, non raggiunge nuovi clienti, costo contatto stimato
Siti web che fanno sampling per terzi
Esistono siti in cui ci si può iscrivere e avere la possibilità di essere scelti per ricevere campioni gratuitamente, o pagandone solamente la spedizione. Spesso, viene richiesta una recensione del prodotto e questa viene poi utilizzata dall’azienda come feedback. Talvolta, è possibile abbonarsi a box mensili o semestrali, in cui vengono inseriti diversi sample di prodotto, di diversi brand, non sceglibili, per una quota fissa.
Punti forti: possibilità di segmentare (un minimo), possibilità di raggiungere nuovi clienti
Punti deboli: quantità ridotte, deve essere il cliente a richiedere o addirittura pagare, costo contatto stimato
Sampling nei box e-commerce
Il circuito Simple Sample, unico in Italia, veicola sample di aziende terze all’interno di box di e-commerce. Ciò è estremamente strategico e innovativo: permette di segmentare il target verticalmente, sfruttando un canale molto grande (quello della distribuzione di box di e-commerce) che è già esistente e funzionante. L’inserzione del sample nel box più idoneo, abbinato a una call-to-action strategica, gioca un ruolo fondamentale nella determinazione della conversion-rate.
Il momento di apertura del pacco è un momento di massima attenzione da parte del ricevente, che lo vive nel comfort di casa propria e ha l’opportunità di scoprire l’omaggio con sorpresa e interesse. Quindi, queste emozioni positive, contribuiscono alla percezione del sample come un regalo, piuttosto che come una pubblicità. Il tutto, sapientemente organizzato e gestito dall’azienda TUM Italia, in modo da minimizzare il carico di lavoro da parte del cliente, che deve solo partecipare alla fase di pianificazione iniziale e poi limitarsi a visionare i report dell’attività.
Punti forti: possibilità di raggiungere il target precisamente, non c’è dispersione, quanto pianificato è quanto arriva poi ai consumatori (costo contatto certo)
Punti deboli: per ora non gli viene ancora dedicato abbastanza spazio nei piani marketing, che puntano grosse cifre su canali tradizionali
Riferimenti





